5 Febbraio – Abissi d’acqua bassa: le grotte sottomarine

Giovedì 5 febbraio 2026, alle ore 17, presso la Sala Conferenze dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere a Palazzo Ducale, Carlo Nike Bianchi (Accademico) terrà una conferenza dal titolo Abissi d’acqua bassa: le grotte sottomarine, in collaborazione con Amici del Museo “G. DORIA” OdV – Ente Morale e il Museo di Storia Naturale “G. Doria”.


Gli abissi marini hanno sempre esercitato un’attrazione, fatta di un misto tra orrore e fascino, sugli esseri umani. Miti che sono arrivati fino ai giorni nostri li immaginano abitati da mostri marini. Le conoscenze scientifiche sugli abissi, ottenute solo in tempi relativamente recenti grazie alla disponibilità di tecnologie adeguate, hanno sfatato molti di questi miti. Dal punto di vista ecologico, i caratteri generali degli abissi marini sono i seguenti: i) assenza di fotosintesi; ii) deplezione trofica; iii) migrazioni nittemerali; iv) scarsità di fauna e piccole dimensioni; iv) importanza della chemosintesi. Gli stessi caratteri si possono ritrovare nelle grotte sottomarine. Come per gli abissi, la nostra conoscenza sull’ecologia delle grotte è relativamente recente, in quanto esse non erano accessibili prima dello sviluppo dell’immersione subacquea autonoma. Anche le grotte fanno da sempre parte del mito. Oggi sappiamo che le grotte marine sono serbatoi di biodiversità in cui trovano rifugio specie rare e fossili viventi. La loro affinità con gli abissi si esprime sia dal punto di vista faunistico sia a livello funzionale. L’interesse della loro
conoscenza risiede nel fatto che le grotte sono un modello in scala ridotta delle grandi profondità marine ed un ideale laboratorio naturale per lo scienziato, e rappresentano il fascino degli abissi a portata di mano per il subacqueo amatoriale.


Carlo Nike Bianchi (già docente di Ecologia presso l’Università di Genova e attualmente ricercatore associato presso la Stazione Zoologica “Anton Dohrn”) si occupa da cinquant’anni di ecologia degli ecosistemi marini costieri, sia in mari temperati (Macaronesia, Mediterraneo, Mare d’Irlanda, Canale della Manica, Mar Baltico) sia in mari tropicali (Capo Verde, Caraibi, Galapagos, Indonesia, Maldive, Mar Rosso, Yemen), utilizzando l’immersione subacquea come principale strumento di indagine. Gli habitat studiati comprendono grotte marine, lagune, porti, praterie di fanerogame, scogliere rocciose, scogliere coralline e altre scogliere organogene. Negli ultimi anni la sua ricerca si è focalizzata sull’analisi di serie storiche. Nel complesso ha pubblicato più di 500 articoli scientifici (la maggior parte dei quali su riviste internazionali) e 20 libri. È membro dell’Accademia internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee e dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere.

N.B. La conferenza si svolgerà in presenza con la disponibilità di settanta posti. Questo il link per seguire la conferenza in diretta via YouTube.