Lunedì 23 febbraio 2026, alle ore 17, presso la Sala Conferenze dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere a Palazzo Ducale, Andrea Fusaro (Accademico, Università di Genova) terrà una conferenza dal titolo Gli Enti del Terzo settore nel diritto.
Il diritto prima ignorava il Terzo settore, poi lo trattava con sufficienza, ora lo rincorre. Il nostro codice civile, modellato sull’esempio francese, tuttavia qui maggiormente sul tedesco, è muto in punto di scopo degli enti del libro primo, evitando di precludere espressamente il lucro soggettivo, ma è stato integrato dalla dottrina assegnandone uno non lucrativo alle associazioni e alle fondazioni. La finalità rimaneva comunque delimitata in negativo e con scarsa attenzione verso la concretizzazione, la prevenzione dei rischi di aggiramenti. L’ambito dell’attività esercitabile era trascurato, con il tempo si è fatto spazio all’esercizio di iniziative commerciali, sottolineando la differenza tra lucro soggettivo e oggettivo, viatico per la loro conciliazione. Tutto questo sino a quando non si è guardato all’elaborazione nordamericana sulle non profit organizations, laddove rappresentano una categoria tributaria, che da noi è stata analizzata da parte di alcuni privatisti cultori della comparazione. A quei referti si è chiaramente ispirato il legislatore tributario nel 1996, intervenendo sul TUIR e introducendo le Onlus con il decreto legislativo 460/97, dove la preclusione del lucro soggettivo è soltanto un pre-requisito ed è messa al centro l’attività svolta, selezionata secondo il parametro dell’utilità sociale. A partire dagli anni novanta (con la legge sul volontariato) si è prestato attenzione alla varietà sia degli scopi, sia delle attività, producendo il c.d. groviglio leggi speciali. Con la comparsa dell’Onlus il fuoco è ormai posto sulla attività, non solo per sdoganare quelle economiche. Il quadro è molto più articolato: dall’utilità sociale all’interesse generale.
Il CTS raccoglie l’eredità delle Onlus, affinando quell’impostazione adottata dal legislatore tributario, debitrice della analisi economica. Il giurista non è più chiamato a fare solo il vigile, ad amministrare luce rossa o verde, ma diviene regolatore di quel che l’analisi economica del diritto etichetterebbe quali esternalità dell’azione. Il parametro dell’interesse generale aspira ad aggiungere qualcosa rispetto all’elenco delle attività contemplate dall’art. 5 d. l. vo 117/2017, sebbene sia arduo da definire, da verificare attraverso parametri misurabili, in quanto difficilmente riducibile entro criteri economici e burocratici. Chi opera nel sociale lamenta un deficit di attenzione verso la modalità di esecuzione dei servizi da parte del legislatore del CTS, poi della prassi amministrativa. Il parametro della diligenza quam in suis viene sostituito dall’iconica immagine della madre amorevole, suggestiva, ma poco verificabile. Merita allora ripercorrere il referto di un’analisi condotta sul campo dal sociologo non accademico Danilo de Luise, Principi e requisiti di un lavoro sociale di interesse generale, il quale denuncia la perdita della diversità etica, solidaristica» del cosiddetto terzo settore, riconducibile a una doppia deriva: amministrativa, verso una trasformazione in organismi tecnici a servizio delle istituzioni, utili in particolare a ridurre i costi di gestione dei servizi sociali; mercantile (primato della cultura neoliberale) che inclinerebbe verso la guida e gestione con logica d’impresa, senza riguardo per gli aspetti che non hanno un rilievo economico. Viene sottolineato che la riforma del terzo settore indica lo svolgimento di attività di interesse generale come elemento qualificante delle organizzazioni del terzo settore, ma non identifica criteri utili a definirne la connessione, limitandosi a elencare i tradizionali campi di attività, gli oggetti, già presenti in normative precedenti, tratti dalla Costituzione, in particolare dall’art. 3. L’attenzione si sposta verso la definizione dell’interesse generale da utilizzare per valutare le attività.
Andrea Fusaro è Professore ordinario di Diritto privato comparato all’Università di Genova; Notaio in Genova.
È membro del Comitato editoriale e scientifico di numerose riviste. Partecipa a enti di ricerca nazionali e internazionali. È stato relatore in convegni e seminari in Italia e all’estero.
N.B. La conferenza si svolgerà in presenza con la disponibilità di settanta posti. Questo il link per seguire la conferenza in diretta via YouTube.

