Lunedì 26 gennaio 2026, alle ore 17, presso la Sala Conferenze dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere a Palazzo Ducale, Paola Martini (Accademica, Conservatore del Museo Diocesano di Genova) e Lilli Ghio (Storica dell’Arte) terranno una conferenza dal titolo Sacro & Pop. Un capolavoro di Nicolò Barabino, la Quasi oliva speciosa in campis e la sua fortuna.
Protagonista di primissimo piano della pittura italiana del secondo Ottocento, Nicolò Barabino (1832-1891) è stato oggetto di approfondite ricerche filologiche e studi rinnovati che, soprattutto sul territorio ligure, ne hanno contribuito a mettere nuovamente in luce il ruolo di protagonista. Oltre ad aver creato diverse composizioni ad affresco o su tela per i nuovi palazzi pubblici, per le chiese e per le dimore della borghesia, alcune purtroppo perdute, Nicolò Barabino deve parte della sua fama a un’opera che gode, a tutt’oggi, di grande popolarità mediatica, ossia la Madonna con Bambino dipinta per la Chiesa di Santa Maria della Cella a Sampierdarena, suo borgo natale. Intitolato Quasi oliva speciosa in campis, da un verso contenuto nel libro biblico dell’Ecclesiaste, il dipinto fu presentato all’Esposizione Nazionale di Venezia del 1887, dove, notato dalla regina Margherita di Savoia, fu acquistato da Umberto I e collocato nella camera da letto della sovrana presso la Villa Reale di Monza. L’artista ne realizzò una replica per la chiesa di Sampierdarena con alcune varianti, tra cui l’accresciuta presenza dei rami di ulivo che diedero il nome al dipinto, conosciuto anche come Madonna dell’olivo.
L’artista eseguì diverse repliche, per esempio, nel piccolo trittico acquistato dal banchiere genovese Giuseppe Rossi, stimolando anche altri artisti come lo scultore Giulio Monteverde che si ispirò alla Quasi oliva nel gruppo marmoreo scolpito per la tomba di Domenico Balduino a Staglieno. Soprattutto la composizione piacque talmente tanto da essere diffusamente riprodotta in modalità e tecniche diverse, oltrepassando in diffusione i confini regionali e nazionali.
Particolarmente raffinate le versioni in maiolica e porcellana, soprattutto realizzate dalla Manifattura Ginori di Doccia e dalla Manifattura Minghetti di Bologna. Infine, grazie alla fotografia, la composizione fu replicata in una notevole varietà di oggetti, dedicati ad una devozione domestica trasversale rispetto ai ceti: copie di dilettanti, disegni, stampe, immaginette, finti arazzi e stendardi, sbalzi metallici, cartoline e libretti di preghiere. Una produzione di oggettistica di “consumo pop” che anticipa strategie mediatiche e commerciali tipiche dei nostri giorni.
Paola Martini, laureata e specializzata in Storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi di Genova e in Didattica museale presso la Facoltà di Roma Tre, è dal 2002 Conservatore del Museo Diocesano di Genova, incaricata della direzione museale. In questa veste si è occupata di organizzare iniziative espositive, appuntamenti culturali e seminari per la conoscenza e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici. Dal 2010 al 2020 è stata membro del Direttivo e Vicepresidente Vicario dell’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani (AMEI); dal 2025 è nuovamente parte del Direttivo Nazionale AMEI. Si è occupata in generale di studi sui monasteri femminili genovesi, sulla pittura barocca con particolare attenzione alle opere di provenienza religiosa.
Lilli Ghio, a lungo docente di Storia dell’Arte nella scuola secondaria superiore, si occupa dagli anni Ottanta di studi finalizzati a catalogazioni, pubblicazioni, mostre, convegni e altre attività di divulgazione scientifica. Ha operato in collaborazione con l’Università di Genova, l’attuale Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, musei cittadini e altre istituzioni del territorio. Il suo ambito di ricerca gravita soprattutto su problematiche connesse con la produzione artistica tra il XVIII secolo e il primo quarto del Novecento, con prevalente attenzione per la situazione ligure anche nei suoi contatti con altri centri italiani, con la cultura d’Oltralpe e con la committenza d’Oltreoceano. Ha particolarmente studiato gli aspetti legati alla decorazione pittorica e plastica di alcuni importanti cantieri genovesi tra rococò e neoclassicismo e i relativi rapporti tra artisti e committenti; i suoi più significativi contributi inerenti all’Ottocento si focalizzano sulle figure del conoscitore ed erudito Federico Alizeri, dello scultore Salvatore Revelli, del barone-sindaco Andrea Podestà, nonché sulla manifattura di maioliche artistiche fondata a Genova dallo scultore Michele Sansebastiano.
N.B. La conferenza si svolgerà in presenza con la disponibilità di settanta posti. Questo il link per seguire la conferenza in diretta via YouTube.

