Lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 17, presso la Sala Conferenze dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere a Palazzo Ducale, Carlo Doglioni (Sapienza Università di Roma) terrà una conferenza dal titolo Gradienti della Terra.
Dalla meccanica quantistica alla fisica newtoniana, dalle leggi di Maxwell alla teoria della relatività, fino alla biologia cellulare, la natura è guidata da gradienti: variazioni nello spazio e nel tempo di grandezze come pressione, temperatura o potenziale elettrico. Ogni fenomeno naturale — dal battito del cuore a un terremoto — nasce da un gradiente che regola l’equilibrio e la trasformazione dell’energia.
Anche la Terra obbedisce a questa legge universale. Dal nucleo fino alla superficie, tutto ciò che accade — la generazione del campo magnetico, la dinamica delle placche, le eruzioni vulcaniche o le frane — è il risultato di gradienti di parametri fisici. Più grande è il gradiente, maggiore è l’energia che può essere liberata. Eppure, ancora oggi non sappiamo con certezza quale sia il motore della geodinamica: cosa muove le placche tettoniche rimane una delle grandi domande aperte nelle geoscienze.
La legge di Gutenberg-Richter, che correla la frequenza dei terremoti alla loro magnitudo, ci rivela un aspetto fondamentale: la globalità del fenomeno sismico e quindi anche della sua sorgente energetica. Il fatto che la sismicità sia distribuita su scala planetaria indica che l’energia che muove le placche debba avere un’origine globale. È possibile che un contributo provenga anche da forze esterne, come le maree solide, la cui componente orizzontale orientata verso ovest potrebbe influenzare la dinamica globale della litosfera. È quindi necessario ipotizzare anche un meccanismo esterno che contribuisca al movimento delle placche.
Ma i gradienti non appartengono solo alla fisica della Terra: plasmano anche i sistemi umani. Le differenze economiche e demografiche tra Nord e Sud del mondo generano gradienti di “potenziale umano” che alimentano migrazioni e squilibri. Riconoscere questi meccanismi significa accettare che, in natura come nella società, il movimento nasce sempre da un gradiente che deve essere conosciuto e dove possibile governato — e che negarlo significa opporsi al principio stesso della vita.
Carlo Doglioni è professore di geodinamica all’Università Sapienza di Roma dal 1997, dopo aver lavorato nelle università di Ferrara, Bari e Potenza, e aver trascorso periodi di ricerca presso università straniere (Basilea, Oxford, Houston, New York). Dal 2009 al 2014 è stato presidente della Società Geologica Italiana e da aprile 2016 a marzo 2025 è stato presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Le sue ricerche sono principalmente sui meccanismi della geodinamica e l’origine della sismicità, studi per i quali ha ricevuto numerosi riconoscimenti. È vicepresidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, e socio dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, e dell’Academy of Europe.
N.B. La conferenza si svolgerà in presenza con la disponibilità di settanta posti. Questo il link per seguire la conferenza in diretta via YouTube.

